Frane e crolli, strage a Messina. Si scava nel fango
Ma tutti sanno che il bilancio del disastro è destinato a crescere man mano che un amico, un parente indica quello che resta di una casa e, come in un rosario, pronuncia i nomi di chi potrebbe essere sepolto sotto le macerie e il fango.Una tragedia «se non annunciata, immaginata», ha ammesso il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, puntando il dito contro «l’incuria e l’abusivismo».
Lo hanno capito subito gli uomini dei soccorsi, costretti da arrivare sui luoghi del disastro, dall’alto con gli elicotteri e dal mare con le motovedette della capitaneria vista l’impraticabilità delle strade, trasformate in fiumi di fango, da dove affiorava il tetto di qualche automobile.
Gli uomini della Protezione civile, i forestali, i vigili del fuoco giunti da più regioni, hanno scavato senza mezzi meccanici per tutto il giorno, mentre solo in serata si è aperto qualche varco per portare le ruspe dove servivano e dove c’erano da sentire altri racconti e apprendere altre tragedie, dopo una giornata in cui tutti hanno imparato il nome di Agnese Falgetano, 44 anni, postina napoletana che ha trovato la morte a Briga.
E tutti hanno visto Raffaella Maugeri piangere e scavare, perchè fino a poco prima dell’alba i suoi due figli di 21 e 23 anni, Leo e Cristian, sepolti dalle macerie, davano segni di vita.
Fonte: www.lastampa.it
Il camion di aiuti è uguale a quelli usati
UDINE (31 agosto) – Edoardo Nicola, socio dell’associazione umanitaria di Udine “Noi e…”, alla guida di un carico umanitario – trattori e altri materiali agricoli – per la Repubblica di Guinea, è dal 18 agosto bloccato nel porto marocchino di Nador e, a causa di problemi burocratici, impossibilitato quindi a proseguire il viaggio.
Lo stesso Nicola ha già guidato negli anni scorsi altre trasferte di materiali per l’agricoltura per le comunità di Niantanina (provincia di Kankan) e per “La maison des enfants”, fondata da Riccardo Piccalunga, di Brescia, nella città di Kobe.
«Penso che le difficoltà delle autorità marocchine che negli anni scorsi si sono sempre comportate benissimo – ha detto Nicola – derivino dal fatto che il camion che vogliamo portare in Guinea è dello stesso colore di quelli dell’esercito: grigio verde.
Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di legge, con la morale corrente e con il buon gusto.
Fonte: www.gazzettino.it
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